Casa di bambola biomeccanica

scritto venerdì 3 novembre 2006 alle 02:52

Bianco e nero. Due file di sedie. Un quadrato magico a delimitare l’azione di un gruppo di manichini. Spazio e tempo – e solo lontanamente Nora – sono i protagonisti indiscussi di questa “Casa di Bambola”, l’eterna piece di Heinrik Ibsen riletta da Giuseppe Marini per il pubblico del Teatro della Cometa.
Dramma borghese in teatro di borghese passato, ma con un riferimento del tutto inaspettato: a Marini piace la Russia del primo Novecento, quella eclettica di Mejerchol’d, che viene privata della prozodevzda e completata con qualche interludio luministico che sarebbe piaciuto a Bob Wilson.
Forme geometriche, scansione accortissima dello spazio ed una recitazione che alterna sapientemente grottesco ed ironia, e che lascia trasparire una certo fare marionettistico, sono elementi che compongono un quadro piuttosto inconsueto, tutto volto a spogliare la storia di Nora delle stratificazioni interpretative di cui, col tempo, si è andato incrostando. Pur mantenendo una certa adesione al testo, infatti, Marini sfrangia le precedenti letture del dramma e le mette su un tavolo geometrico. I dialoghi si trasformano in soliloqui ponendo e rifiutando ad un tempo le compresenze sul palco. Un manifesto della convenzionalità (contemporanea?) che nulla lascia al caso e che non rinuncia alla tentazione narrativa (più che lecita) per un pubblico finalmente non solo di addetti ai lavori. Nelle note di regia si legge di una trasformazione del salotto borghese in ring pugilistico di sfrenato cinismo, in cui la scansione delle battute è assegnata ad una campanella, algido supporto ad una recitazione “asincronica” in cui gli attori – nessuno escluso, ma merita un applauso in differita Giordano De Plano nella parte del dr. Rank – si mostrano del tutto a loro agio. Unici nei, i volontari scivoloni romaneschi che stemperano le atmosfere geometriche, ed una seconda parte più votata alla tradizione. Ma la ricerca è garantita. E questo è un merito più grande. Alla Cometa fino al 16 febbraio.
Visto alla Cometa in Febbraio 2003

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