ossessioni teatrali

scritto lunedì 18 settembre 2006 alle 14:20

teatro
Il teatro come morbosa ossessione.
Talvolta, del tutto casualmente, come mestiere.
Prodotti della mente, per lo più seduta nel buio torbido della platea.
Prodotti della penna. O delle dita sulla tastiera.
Nel buio fluorescente dei cristalli liquidi. Ipotesi di bilancio.
O ipotesi di partenza.
Per chi mi ha letto. Per chi mi leggerà.
Leggero.

rispondi e commenta qui, oppure fai un trackback (!?) dal tuo sito.

lascia un commento

Altri articoli in Paris Mushrooms

scarto: un universo fra scarpe e cappello

Roma – Un cassonetto. Un uomo ne esce. Il tempo trascorre fra le blaterazioni intellettuali di un folle o di un savio. Non importa: è un ente narrante incompreso e derelitto e triste e allegro ed ignaro alle cui spalle scorrono le vite di una umanità varia e stereotipata. Umanità cristallizzata...

Roma: la pittura di un impero. Nascita dell’Europa.

L’Impero Romano è stato ed è per l’Europa una sorta di ossessione geopolitica. La sua nascita e disgregazione ha avuto conseguenze sulla forma mentis e sulle strutture stesse del potere europeo, sempre dilaniato fra l’idea di unità universale e le differenze linguistiche e culturali. Differenze...

artaud: la vita crudele

Anche una biblioteca può mettersi in mostra ed aprire i suoi preziosi forzieri al pubblico dei non addetti ai lavori. Se poi la biblioteca in questione è la nazionale di Parigi, allora i tesori in questione sono sorprendenti. E’ il caso della mostra su Antonin Artaud che occupa in questi giorni...

hey girl! l’avvento del verbo, la tragedia del corpo

  Dalla nascita all’incisione di miliardi di bit nel cervello. Dal biologico al freddo asettico della tecnologia. È un viaggio nella storia sensuale dell’uomo “Hey girl!”, ultima fatica del geniale Romeo Castellucci e della sua Socìetas Raffaello Sanzio, vista all’Atelier Berthier del...

tre sorelle senza mezzi toni

Non avevamo proprio bisogno di questa versione delle Tre sorelle di Čechov proposta dal Théâtre de la Colline dal 22 maggio al 23 giugno. Non avere bisogno di uno spettacolo: definizione che va rigorosamente applicata a un certo tipo di teatro di cui questa lettura čechoviana di Stéphane Braunschweig...

gelatina & fotoni: ancora arabi [parte II]

Hai solo fumo blu nella testa e nei polmoni. E questa sera in fondo non è neanche troppo dorata. Questa sera è mezza azzurra e mezza blu. Giustamente: come il fumo nella tua mente e la nebbia nelle tue ossa. La sera è blu e quasi fa freddo a pensarci. Che avresti quasi bisogno di un maglione. Ma...

a un certo punto della vita dovresti impegnarti seriamente e smettere di fare il ridicolo

Incantevoli gli spazi del Teatro della Limonaia di Sesto Fiorentino. L’ambiente, anche, rilassato. Forte la carica emotiva per le mura ed il luogo che hanno il primato italiano della precoce scoperta di Rodrigo Garcìa. Meno incantevole invece l’evento che hanno ospitato ieri sera e che ospiteranno...

il sessantotto da uno che nOn c’era [II]

È davvero un progetto ambizioso, quello di Giuseppe Spezzaferro, scrivere una storia del Sessantotto dalla parte di chi c’era davvero per “farci entrare dentro chi non c’era”: segno di una urgenza, che sottolinea quanto sia importante oggi una riflessione sul movimento studentesco lontana...